Festival della Storia 2007:Disuguaglianze tra israeliani e palestinesi 2 Ottobre, 2007
Posted by edicolante in MO.8 comments
Come avete potuto vedere è un bel po’ che non scrivo.
Non nascondo che ho pensato più di una volta di chiudere questo blog per motivi più che altro personali ma alla fine la voglia di continuare a scrivere questi post ha vinto su tutto il resto.
Ho notato con molto piacere che alcune persone hanno continuato a passare di qui forse in cerca di nuovi argomenti che purtroppo non hanno trovato.
Vorrei ricominciare parlando di un convegno al quale ho assistito sabato.
Si tratta del Festiva della Storia che si è tenuto ad Arezzo lo scorso weekend.
L’incontro che non mi sarei persa quasi per nessuna ragione al mondo trattava delle Dis-uguaglianze politiche e di vita tra Israeliani e Palestinesi.
Festeggiamenti e Outing 14 Luglio, 2007
Posted by edicolante in Iraq war, personale.2 comments

Se Sarkozy festeggia il suo primo 14 luglio da Presidente, allora io festeggio il primo anno da Dottoressa. L’anno scorso proprio oggi ho vissuto la bellissima emozione della laurea. E fra un annetto rivivrò la stessa emozione. Spero con la stessa intensità e soddisfazione della prima volta.
Questa settimana il WP si chiede come fare a gestire la sconfitta usa in territorio iracheno.Si tratta della prima sconfitta dopo quella del Vietnam che ancora è presente nella memoria collettiva americana.
“l’amministrazione Bush e i suoi alleati intransigenti sono determinati a cercare di vincere una guerra che è già finita. A giustificazione di questo, ammoniscono che un ritiro Usa equivarrebbe a un disastro. Gli stessi politici che ipotizzarono che la guerra in Iraq sarebbe stata una passeggiata, ora ipotizzano che le conseguenze di un ritiro, difficili da prevedere, saranno immensamente peggiori dei costi dimostrati del perseverare. Dipingono ciò che non è possibile sapere come l’impensabile.” [Osservatorio Iraq]
I punti chiave sono il dominio iraniano e le proprie manie di nucleare. “La guerra in Iraq, invece di intimidire l’ Iran e fargli adottare un comportamento più consono, ha rimosso il suo contrappeso storico nella regione e screditato il potere Usa.
E ovviamente il conflitto israelo-palestinese.La sconfitta degli Usa in Iraq dovrebbe infine scacciare una volta per tutte la convinzione allettante, ma ingenua, che promuovere la democrazia sia il rimedio che possa guarire tutti i mali del Medio Oriente. Washington si trova a dover affrontare una scelta sgradevole: può promuovere i propri valori o realizzare i propri interessi. Non può fare entrambe le cose.
Comunque l’articolo è bellissimo e fate prima a leggerlo tutto da soli.Non posso fare a meno di segnalare anche il significativo editoriale del NYT nel quale la testata prende posizione sul conflitto iracheno.Non che la posizione del quotidiano fosse poco nota, ma almeno così chi avesse ancora dubbi e perplessità ora vede tutto più chiaro.
Personalmente non ritengo eticamente corretto che una testata così nota si schieri apertamente su questioni così importanti. Mi viene in mente il Corsera durante le elezioni che dopo l’outing in questione ha perso diversi lettori.
“At first, we believed that after destroying Iraq’s government, army, police and economic structures, the United States was obliged to try to accomplish some of the goals Mr. Bush claimed to be pursuing, chiefly building a stable, unified Iraq.”
Il problema del ritiro delle truppe dal pese è senza dubbio centrale.
Anche in questo caso e forse anche più dell’altro, vi consiglio di leggere il pezzo.
Vorrei scrivere molte cose ma il post è già lungo, quindi concludo facendo i complimenti per l’idea geniale del direttore generale rti che promette la prossima edizione di Buona Domenica con meno litigi e aggressività.
Che dire, ora che la pace ha vinto almeno in tv, siamo tutti più tranquilli.
Troppe Autobombe e una Dichiarazione Esplosiva 8 Luglio, 2007
Posted by edicolante in Iraq war, MO.4 comments
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Fa scalpore la dichiarazione del ministro della difesa australiano Brendan Nelson : “La protezione delle risorse petrolifere è una delle ragioni per le quali le nostre truppe sono in Iraq. Altre due motivazioni sono evitare che la crisi umanitaria non degeneri nella guerra tra sciiti e sunniti, ed evitare il radicamento di Al Qaeda nel Paese. Per questi e altri motivi è estremamente importante che l’Australia non abbandoni prematuramente l’Iraq prima di una stabile sicurezza” [Corsera]
Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.
Il pease dei canguri è sempre più al centro delle dinamiche internazionali e della lotta contro il terrorismo, soprattutto ora che si è creato un fil rouge tra gli attentati di Londra, la cattura di 8 terroristi e la polizia australiana che sta interrogando altri medici che lavorano nello stesso ospedale di Mohamed Hanif arrestato di recente all’aeroporto di Brisbane.
Giorni fa il Corriere ha proposto una serie di toccanti testimonianze di civili iracheni sopravvissuti a questo interminabile conflitto.
Solo oggi sono morte 26 persone a Baghdad a causa di varie esplosioni avvenute in diverse zone della città a pochi minuti l’una dall’altra.
Ieri almeno 100 shiiti sono morti in un mercato nel nord del paese.Il notevole spostamento d’aria avvenuto durante l’esplosione ha causato inoltre il crollo di diverse case e negozi.
In questi giorni sono morti civili, miliziani e soldati.
Le minoranze cristiane presenti nel paese -tra cui caldei, assiri e armeni- si sono trasferite nel Kurdistan iracheno e soffrono sempre di più l’avanzamento del fondamentalismo che impone loro di convertirsi all’islam e di pagare tasse molto alte. Le donne sono quelle che subiscono maggiormente anche perché obbligate ad indossare il velo islamico.
Anche le reclute dell’esercito locale non smettono di essere un bersaglio di sangunosi attentati. Chi si arruola con le forze locali è considerato un traditore anche perché viene addestrato dagli americani.
Per concludere lancio un appello per Padre Bossi rapito il 10 giugno scorso nelle Filippine e spendo solo due paroline per la folle corsa di Pamplona che ritengo…ehm..meglio non dirlo.. Dal 1911, queste corse hanno fatto 14 morti, l’ultimo un americano morto nel 1995.
Comunque io non riesco assolutamente a compatire i feriti. I tori non sono galline e chi partecipa a questa specie di Corrida conosce benissimo i relativi rischi e pericoli.
Gaza è di Hamas.E ora che succede? 5 Luglio, 2007
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Un post minimalista solo per segnalarvi un articolo di Robert Fisk che credo vi farà riflettere proprio come è successo a me
Il dolore del passato e il male del presente 4 Luglio, 2007
Posted by edicolante in Iraq war, personale.3 comments
Anche oggi qualcuno è morto in Iraq.
In uno scontro avvenuto a nord della capitale, le forze americane hanno ucciso 25 ribelli.Ieri un’autobomba ha ucciso 2 persone a Kirkuk
Non ci avrei scommesso, ma alla fine al-Sadr ha rimandato la marcia prevista per il 5 luglio a Samarra. Sembra che il rifiuto di offrire protezione da parte del governo, sia stato il principale motivo della rinuncia del giovane radicale.
Ad inizio settimana c’è stata invece un’altra sfilata:i combattenti di Al-Qaeda hanno marciato nelle strade della città di Mosul, nel nord dell’Iraq, brandendo le loro armi e urlando slogan islamici.Questa è l’ennesima dimostrazione che nessuno ha paura delle forze locali addestrate dagli Usa.Inoltre Mosul sta diventando una delle città più violente del paese.
Questa città è stata la protagonista di diversi episodi; dal ritrovamento dei misteriosi trailer sospettati di essere laboratori mobili di armi biologiche, all’uccisione dei figli di Saddam Hussein.
I cristiani non hanno mai avuto vita facile a Mosul. La terza città più popolosa dell’Iraq è un mosaico di religioni e nazionalità come Kirkuk, e questo non ha certo aiutato la strada della quiete. Infatti ancora oggi la città è un centro di resistenza importante dove al-Qaeda si è tranquillamente insediata rendendo la situazione molto complicata per le forze locali e quelle Usa.
Ma oggi è una giornata molto particolare anche in Toscana e soprattutto dove abito io.Il 4 luglio 1944 la follia nazifascista ha ucciso 173 persone nel mio comune.
Aldilà delle varie cerimonie commemorative, i ricordi di quel giorno sono ben incisi nella memoria collettiva.
La raccolta di molte testimonianze è servita a far rimanere vivo il dolore provocato da quegli eventi durante i quali molte mogli persero i loro mariti e molti figli persero i loro padri.
Nessuno potrà mai cancellare la cruda violenza di quegli atti.
“Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, ne demoniaco ne mostruoso.” [Hannah Arendt]